giovedì 10 aprile 2014

Garda lake!


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Questo giro in realtà era già stato programmato per due settimane fa ma il meteo (come ho scritto qualche post fa…) non ci ha aiutati. Alla fine ohi c'era una ottima temperatura, né troppo calda ne troppo fredda e così ci ritroviamo al primo autogrill dopo l'entrata autostradale dell'interporto (BO) ad un orario comodo per tutti: 8:15 





Dopo avere scambiato qualche chiacchiera (ovviamente i due BMWisti si sono messi a parlare delle loro mucche…), ci mettiamo in viaggio con un breve trasferimento autostradale fino ad Occhiobello.




Il nostro obbiettivo era quello di fare meno autostrada possibile, per questo abbiamo deciso di tagliare prendendo strade secondarie che purtroppo ci fanno perdere molto tempo, vista la frequente minaccia di autovelox vari (ad un certo punto abbiamo trovato anche un sistema che rileva la velocità media, come il Tutor delle autostrade).

Alle 11 circa siamo nei pressi del Lago di Garda e si vede il monte Baldo ancora imbiancato dalla neve.




Un collega ci aveva consigliato di fare la strada che passa dal lago di Idro (a sud-ovest del lago), decidiamo di fare un poercorso più corto, che taglia direttamente in mezzo alle montagne.

Scelta sbagliata, la strada andando avanti si rimpicciolisce sempre di più e man mano che si prosegue anche l'asfalto è sempre più rovinato. Perdiamo un sacco di tempo, le uniche consolazioni che abbiamo vengono dal magnifico panorama e da questa chiesetta: la strada sembra che non vada da nessuna parte ma guardando meglio capiamo che ci passa letteralmente in mezzo (!).














Proseguendo ancora finalmente ci ricongiungiamo con la strada che, venendo dal lago di Idro ci riportava in direzione della riva del Garda. Questa si che era una gran bella strada, asfalto buono, visibilità ottima e tante, tante curve (e tornanti), la prossima volta che vengo da queste parti ne devo tenere conto!





















Finalmente si vede il grande lago e mi si accende la spia della riserva (250 km dopo il pieno) e, vista l'ora decidiamo di proseguire il nostro itinerario fino a quando non troviamo un buon posto dove fermarsi a mangiare.








Arriviamo all'incrocio con la strada che portava a Tremosine, di cui Carlo aveva sentito parlare molto bene, e il mio parziale segna 280 km. Incrociamo un altro motociclista e gli chiediamo se su quella strada c'era un benzinaio vicino, ci risponde positivamente e così riprendo la marcia assieme agli altri con più tranquillità  ed entro in questo profondo canyon all'interno del quale è stata ricavata la strada che passa sotto a diverse gallerie, impossibile non fermarsi a fare qualche foto!














Dopo essere ripartiti facciamo appena in tempo a fare un paio di chilometri che arriviamo a questo bellissimo ristorante. Abbiamo fame e ci mangiamo di gusto una bella grigliata di carne!







Dopo pranzo trovo (finalmente) il benzinaio e poi proseguiamo con il giro del lago, fermandoci nel lungo più alto (e panoramico) possibile:








Proseguiamo e dopo uno scambio di moto completiamo il giro del Lago godendoci il lungolago e fermandoci per due passi ed un  caffè a Garda.


Poi Prendiamo l'autostrada da Affi fino a Bologna ed una volta usciti dal casello facciamo le nostre considerazioni sul giro appena fatto:

 - L' autostrada costa davvero troppo (10€ per fare poco più di 100km)
 - E' assolutamente da fare la strada del lago di Idro
 - Mi piacerebbe fare anche la strada sopra al monte Baldo
 - Forse sarebbe stato meglio fare l'autostrada anche all'andata e risparmiare un po' di tempo

sabato 5 aprile 2014

E te pareva


Figurati se quando ho 4 giorni liberi io il tempo regge….

Ieri l'altro il cielo era coperto, ieri pioveva, oggi piove e solamente domani sembra colore migliorare.

Vabbé, mi riposerò e già che ci sono pianificherò per questa estate.







P.S.: Ieri mi è arrivata a casa la pompa della benzina da portarmi dietro come ricambio (ho trovato una occasione su ebay)

venerdì 28 marzo 2014

Monte Argentario

Mi sveglio che fuori è ancora buio, la prima cosa che faccio è capire che cosa sta facendo il cielo.

Fino a ieri sera pioveva forte, ora le strade sono completamente bagnate ma decido di vestirmi da moto per andare al punto di ritrovo con gli altri a S. Lazzaro, male che vada mi metterò l'antipioggia, penso.




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Arrivo alla shell che appena c'è luce, la moto si è già sporcata per colpa dell'acqua a terra ma già Alex e Fiore li che mi aspettano, faccio benzina, bevo un caffè ed arriva anche Roberto sulla sua Crossrunner rossa.









Presto ci mettiamo in sella ed imbocchiamo la SP7 diretti alla futa in direzione Firenze. La strada non è un granché e con i 6° mi godo parecchio le manopole riscaldate. Poco dopo avere "scollinato" sul versante toscano la strada si fa asciutta ed una volta imboccata l'autostrada a Firenze, il cielo addirittura si apre mostrando l'azzurro.

Usciamo ad Impruneta e dopo una breve sosta benzina facciamo veloci la Firenze-Siena fino a Colle Val D'elsa.

Devo dire la verità, da come rea iniziato questo giro non mi stavo aspettando un granché, in più non conoscevo molto bene la guida degli altri tre e non sapevo neanche come mi ci sarei trovato ma da questo punto in avanti, complici i magnifici paesaggi e strade del senese, tutto prende un'altra piega e finalmente dopo fredde ore di trasferimento mi comincio a divertire.

Alex fa da "navigatore" e ci fa fare una strada meravigliosa, tutta curve in mezzo agli alberi e passaggi fra iccili paesini, traffico inesistente e temperature giuste ci fanno davvero gustare la "Strada provinciale Galleraie" fino a Grosseto.

Dopo un altro breve trasferimento arriviamo fino a Porto Santo Stefano, sul monte Argentario. Cominciamo ad essere un po' stanchi e ci fermiamo per qualche foto, poi partiamo alla volta della strada panoramica che fa il giro del promontorio fino a Porto Ercole.


















La strada non è messa bene e "obbliga" a fare frequenti soste per scattare foto ai magnifici panorami marittimi (si riusciva persino a vedere la Costa Concordia sulle coste dell'isola del Giglio).






































Più avanti l'asfalto diventa sempre più rovinato e pieno di buche, fino a quando diventa addirittura un vero e proprio tratto di fuoristrada, non pendente ma ricco di grosse pietre e grosse pozzanghere.

Incontriamo due campiresti tedeschi in crisi perché non sapevano se sarebbero riusciti a passare o meno, io mi offro volontario per andare a controllare se era fattibile per loro e mi butto nello sterrato godendo non poco!

Arrivo fino in fondo e torno indietro fino a quando incontro prima i ragazzi (che vendo moto stradali procedevano con calma) e i due tedeschi, che nel frattempo si erano girati e stavano tornando indietro, per dirgli che secondo me ce l'avrebbero fatta. Mi ri-rigiro e ripercorro ancora il tratto di pista, noto compiaciuto i segni sul lasciati dalla mia adventure mentre facevo avanti-indietro su quell'inaspettato angolo di fuoristrada, raggiungo gli altri e finalmente arriviamo a Porto Ercole dove, sudati come pochi, ci fermiamo per mangiare due pizze al taglio, riposarci e prendere per i fondelli Roberto perché aveva la moto sporca (come tutti del resto, solo che lui non la può vedere così insozzata!).





































Dopo il caffè post pranzo, riprendiamo le moto, passiamo Orbetello e ci inoltriamo sulla SS323, strada molto panoramica e scorrevole (anche se con qualche tratto di asfalto mancante), diretti verso il monte Amiata che purtroppo per colpa di una deviazione (credo per frana) e per motivi di tempo non riusciremo a raggiungere.

Ci stiamo divertendo un sacco ed io proseguirei per la strada più lunga ma si sono già fatte le tre di pomeriggio e se vogliamo tornare a casa per un orario decente ci conviene fare la strada più rapida fino alla statale che da Siena ci avrebbe riportato a Bologna seguendo lo stesso percorso dell'andata.

Ci salutiamo infine sul passo della Raticosa, stanchi, contenti e con le moto zozze. Io torno a casa e guardo il contachilometri, segna 739 chilometri. (!!!)












Ecco i 4 paretecipanti:


                                  Roberto                                             Alex                                                Io




                                                                                       Fiore





E le rispettive moto:


La FZ1 di Alex



La Honda Crossrunner 800 di Roberto




La Yamaha XJF 1300 di Fiore



La mia KTM Adventure 990

mercoledì 19 marzo 2014

Solo un paio d'ore

Anche oggi ha fatto un gran caldo, di quai caldi "quasi anomali" che solo un inizio di primavera riesce a regalare.

Tiro fuori la moto e l'accendo in cortile, suona bene e mi piace anche solo guardarla, mi metto la giacca, casco e guanti e parto con l'obbiettivo di farmi un breve giro fino al passo della Raticosa.

Una volta fatta benzina e imboccata la strada che mi porta sul passo mi vengono in mente le prime volte che sono uscito in fuoristrada e penso che mi piacerebbe ritornare su certi percorsi. Parte subito il pensiero che forse non sarebbe il caso, visto che non ho le gomme ne l'abbigliamento adatti al fuoristrada ma alla fine, convinto ce avrei trovato dell'asciutto metto la freccia e prendo il facile stradone bianco che collega San Lazzaro a Mercatale. Ci provo gusto e decido di farmi anche un altro sentiero e poi un altro ed un altro ancora…

Non sto in giro troppo tempo e la mie braccia e le gambe mi ricordano che sono completamente fuori firma e per niente allenato.

Decido di rientrare e quando ormai sono arrivato in pianura incrocio uno dei due ragazzi conosciuti una settimana fa: Giulio in sella al suo Teneré bianco.

Mi giro, torno indietro e ci fermiamo a prendere un caffè al primo bar che incrociamo, scambiamo due chiacchiere e dopo poco ci salutiamo.

Mi ha fatto piacere rivederlo e mi ha anche chiesto dove diavolo sono andato a trovare del fango, con tutto il secco che c'é stato!

venerdì 14 marzo 2014

Con il grasso sotto le unghie...

Le gomme sono ormai fruste e visto che la stagione si sta ormai aprendo decido di cambiarle con un tenno di Pirelli scorpion che ho nel garage di casa dei miei.

Me lo ricordavo più facile, il bordo anti-stallonamento dei cerchi Excell che monta la mia moto mi ha fatto diventare matto a levare la gomma posteriore.

Comunque, dopo qualche ora di lavoro in garage con la moto in bilico sul cavalletto centrale e una cassetta di frutta ho le nuove gomme montate sui cerchi.

L' unica cosa che non posso fare autonomamente è il bilanciamento delle ruote, allora le porto dal gommista vicino e gli chiedo di farmi questo piccolo lavoretto.
Non sono rimasto contento della giornata di oggi, ho fatto una gran faticata (non ho lo smontagomme e uso solo le leve) per risparmiare solo una ventina di euro di gommista e poi avere dei pesi di tipo vecchio (tipo piombini attaccati ai raggi), messi male (si muovono) all'anteriore e al posteriore due file di pesi di colore diverso dal cerchio.


Ah, già che c'ero ho cambiato anche le pastiglie dei freni anteriori, poi ho provato la moto e tutto sembra andare bene. Questo è l'importante!